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Visualizzazione dei post da 2017

Rispondimi

Sono passato ancora sotto
casa tua. So che non vivi più  qui, ma questo rimane pur sempre  il ricordo dei nostri corpi che continuano a fare l'amore   lo stesso.
La tua anima è altrove, la mia suona al citofono,  aspettando inutilmente che qualcuno risponda dicendomi d'essere l'uomo giusto nel posto sbagliato.

Poker d'ansia

Sono sempre stato bravo, in fondo, 
a mescolare le carte, facendo sparire in tempo la colpevole  della tua imminente vittoria.
Peccato tu abbia preferito un altro gioco, quello della verità, lasciandomi con le carte in mano e quella voglia di pensarmi tuo.

Spine in forma di rosa (Poesia in forma di prosa)

Sento che ti batte forte il cuore,
ho scoperto che non mi ami e tuhai scoperto me, di conseguenza.
Allora ti guardo, aspetto che il  respiro ti torni normale, sono gentile e premuroso, entrambi siamo gentili e non litighiamo, per non porre fine alla finzione.
Tua, di amarmi. Mia, di non sapere. Tua, di crederti mia. Mia, di credermi debole.
Sì, ti dirò ancora che ti amo,  ma non ti chiederò più se mi ami. È il mio modo di vendicarmi, 
di portarti a lasciarmi perché le cose sono cambiate, e vederti  uscire da quella porta e dirti  di tenere pure le chiavi, tanto 
ho cambiato la serratura da  più di un mese e manco te n'eri accorta, stupida che non sei altro.

Il Re delle magnolie

E tu chi sei
che mi dici come
e quando afferrare  il ramo rimasto solo.

Lascia parlare l'albero,  che di scimmie esperte ne  ha viste cedere tante,
e di angeli caduti sulla sua fronda ne ha  sorretti a centinaia, 
mentre sonnecchiavano lì,  sotto lo specchio perfetto,  un po' più su degli sbagli.
Il tutto senza fiatare.

La gabbia

La santità è sempre postuma a ogni dipartita, per questo finché  non ti deciderai a morirci, nel  mio letto, tu vivrai in eterno 
e io non mi inginocchierò a pregarti. Starò in gabbia a dirne  di ogni sul tuo conto, odiando  per amore, guardandoti con rabbia.

Relitto perfetto

Mi domando che cosa io possa dire a me stesso, al barbiere, al mio vicino di pianerottolo
nel caso in cui mi chiedano quale fine tu abbia fatto. Sembrerò un serial killer senza i suoi guanti.
E io, come una vera belva della foresta - dov'è sempre sera - farò scontare ad altri corpi 
la più grande delle colpe, quella di  non avere i tuoi occhi, né i tuoi difetti, né le tue mani.


Fiori bianchi

Tu pensa a quante volte mi hai
offerto vino, cibo, persino il
tuo cuore, senza avermi prima
chiesto che cosa avrei voluto
bere, mangiare, che corpo amare.

Ma tu, amante delle cose perse,
a me, sempre vago di fiori bianchi,
certe cose non le hai domandate
mai, né quando arrivavo, né quelle
notti in cui andavo via da te.