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Ai piedi dell'ara



Che mi importa, se mi ami o no?
Certo che no, non ancora mi ami.

Non per me tremano le tue mani,
si smorza la voce, il tuo petto
rincorre il pensiero più fugace.

Ma, in fondo, non è forse questa la 
presunzione che ha ogni maestro, 
fare tesoro di tutti i sassi 
ingoiati e portare il lento 
discepolo al punto di disporli 
con dovizia ai piedi dell'ara?

E poi d'un tratto svelargli che Dio 
è miracolosamente venuto
a mancare, dandogli finalmente
l'opportunità di apprendere che 
si ama sempre tutto ciò che sfugge,
non quello che, finora, si credeva.

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Ho ritrovato il tuo anello.

L'ho messo al polso, come bracciale.Poi come una collana, persino sui fianchi come una cintura.
Vedi quanto mi va largo, adesso,  quel tuo amore - così calzante, da non lasciarmi quasi respirare.

Rispondimi

Sono passato ancora sotto
casa tua. So che non vivi più  qui, ma questo rimane pur sempre  il ricordo dei nostri corpi che continuano a fare l'amore   lo stesso.
La tua anima è altrove, la mia suona al citofono,  aspettando inutilmente che qualcuno risponda dicendomi d'essere l'uomo giusto nel posto sbagliato.