Ti credevo un gioco
della mia mente scura,
il frutto della pianta
che offre sole foglie.
Nei miei pensieri stanchi
tu eri già l'embrione
da crescere e forgiare
col cuore, con l'incanto.
Invece dal profondo
del caso, dell'ignoto
emergi come fine
al quesito complesso.
Sei l'ovvio e l'opposto,
il caos, quel riscatto
che mi spiega la strada
ch'è senza più confini.