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lunedì 21 febbraio 2011

Pece

Spacco il tempo,
di te
per trarre solo il meglio,
la tua calda presenza
nel vuoto troppo freddo
che copre
il resto dei miei giorni.
Un muro sei,
oltre il quale
non vedo,
sul quale mi arrampico
e scivolo
tra l'intonaco scrostato
e l'erba selvatica
che fiera
avanza,
costola dopo 
costola,
tra i tuoi mattoni
sbiaditi.
Occhi di onice,
corpo di giaguaro,
cuore di pece,
la pelle tua regali,
ma l'anima è fuggente,
la inseguo,
mentre t'insegui,
la cerco,
quando tu non mi cerchi.